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Biografia di Andrea Fortunato

Bioagrafia-in-ricordo-di-Andrea-Fortunato350ANDREA FORTUNATO – UNA STELLA COMETA - Andrea Fortunato, l'indimenticato calciatore della Juventus nativo della città di Salerno, stroncato dalla leucemia a soli 24 anni, per la prima volta raccontato in un libro. Pubblicato il 25 aprile 2010 a 15 anni esatti dalla sua morte, scritto da Jvan Sica, è stato curato dall'Associazione Fioravante Polito che da anni si impegna a trasmettere in giro per l'Italia il ricordo del calciatore.
La biografia “Andrea Fortunato – Una Stella Cometa”, ripercorre la storia di Andrea attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e gli è stato vicino ed offre una carrellata di testimonianze. Si parte da Salerno e dalle parole del fratello Candido, per passare al suo primo allenatore Alberto Massa e agli amici della sua infanzia. Si passa poi all’esperienza di Como, con testimonianze, tra gli altri, di Eugenio Bersellini, Giovanni Galeone, Roberto Boninsegna, Giuseppe Marotta, alle storie dell’anno passato a Pisa in serie B, con gli interventi di Adolfo Anconetani, Marco Ferrante, Mirko Taccola, Ilario Castagner, all’anno decisivo di Genova, ricordato da Aldo Spinelli, Fulvio Collovati, Stefano Tacconi, Gigi Maifredi, per finire con i due anni juventini, con le parole di Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Giampiero Boniperti, Arrigo Sacchi, Giovanni Trapattoni, Marcello Lippi. Tanti altri personaggi dello sport e della medicina hanno voluto lasciare un ricordo della loro storia con Andrea. Tra gli altri, Gianni Petrucci, Franco Aversa, Giancarlo Abete, Roberto Beccantini, Gianni Mura, Maurizio Beretta, Carlo Tavecchio, Pierluigi Collina.

LA CARRIERA - Esordisce nel Como nella stagione 1989-2000 in serie B: il terzino scende in campo 16 volte senza mai realizzare un goal. Nel Como retrocesso diviene titolare inamovibile e grazie alle 27 presenze e al rendimento elevato, è ingaggiato dal Genoa nella massima serie. I liguri lo girano in prestito in B al Pisa per fargli fare le ossa; Fortunato non delude e disputa 25 partite da titolare. L'anno seguente segna l'esordio in serie A proprio con i grifoni che lo fanno esplodere definitivamente nel calcio che conta accanto ad un'altra giovane promessa italiana, Christian Panucci. Al termine della stagione il difensore salernitano disputa 33 presenze andando in rete anche tre volte; l'ultima contro il Milan decreta la salvezza del Genoa. La Juventus di Lippi non si lascia prendere impreparata dalla concorrenza ed acquista Andrea in anticipo. L'annata bianconera è coronata da 27 presenze ed un goal. La generosità e la costanza del difensore lo fanno divenire il nuovo beniamino dei tifosi. L'allora commissario tecnico della nazionale italiana Arrigo Sacchi lo premia, convocandolo per il match di Tallin contro l'Estonia. È l'ultima soddisfazione sportiva di Fortunato. Di lì in avanti inizia a risentire di un rallentamento fisico che ne fa scemare le prestazioni sul terreno di gioco. Nessuno riesce a capacitarsi del motivo. Sacchi non lo riconferma così nel gruppo in partenza per il campionato del mondo negli Stati Uniti del 1994. Il vistoso calo gli causa anche scontri con i tifosi della squadra piemontese che lo rimproverano di impegnarsi poco negli allenamenti.

LA MALATTIA - Purtroppo il motivo della crisi è presto spiegato: a maggio del 1994 gli viene diagnosticata, all'ospedale Molinette di Torino, una forma di leucemia linfoide acuta. Trasferito all'ospedale di Perugia, viene sottoposto a trattamenti di chemioterapia e ad un parziale trapianto cellulare dalla sorella Paola prima e dal padre poi, non potendo ricevere un trapianto totale di midollo osseo. Le cure sembrano sortire gli effetti desiderati: il suo fisico riprende vigore e viene convocato per la partita Sampdoria Juventus del 26 febbraio 1995. Quando tutto sembra volgere per il meglio, un improvviso abbassamento delle difese immunitarie causato da una polmonite lo stronca. Andrea Fortunato muore a 24 anni nel tardo pomeriggio del 25 aprile 1995. Al funerale svoltosi nella città natale di Salerno, più di cinquemila persone e l'intero staff della Juventus portarono l'ultimo saluto ad Andrea. In concomitanza con i funerali, la nazionale italiana si trova a giocare a Vilnius contro la Lituania. Con il lutto al braccio, la sfida si risolse con una vittoria a lui dedicata da Gianfranco Zola, autore del gol partita. Inserito comunque nella rosa juventina della stagione 1994-1995, Fortunato vinse postumo lo scudetto. Ad Andrea Fortunato viene anche dedicata dall'allenatore gialloblù Nevio Scala la vittoria della Coppa UEFA conseguita quell'anno dal Parma, proprio in finale contro la Juventus.

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