Domenico Toscano: “Vivo l’adesione al Passaporto ematico come una rivoluzione”

Toscano

La Fondazione Fioravante Polito ha avuto il piacere di intervistare Domenico Toscano, attuale allenatore della Feralpisalò, società lombarda che milita nella Serie C (girone B). Partito dalle giovanili del Rende, nella stagione 2006/07, ha guidato squadre come Cosenza, Ternana, Novara e Avellino. Per lui un passato anche da giocatore, nel ruolo di centrocampista: tra le tante maglie indossate in carriera ricordiamo quelle di Reggina, Cosenza, Nocerina e Rende. Con gli amaranto – squadra di cui è grandissimo tifoso – ottiene una storica promozione in Serie B nella stagione 94/95. Si ripete tre anni dopo, questa volta con la maglia dei Lupi rossoblu. Mentre nel 2003/04 è artefice della promozione del Rende in Serie C2.

Da tempo il tecnico calabrese (originario di Cardeto, provincia di Reggio Calabria) ha aderito all’iniziativa del “Passaporto ematico”, che prevede l’obbligatorietà di sostenere gli esami ematici anche per coloro che svolgono attività sportive non agonistiche, a partire dunque dai 6 anni di età. Ecco il testo integrale dell’intervista.

Sei un maestro di promozioni, ora la scommessa Feralpisalò.

«Sì è vero, ho vissuto tre promozioni in carriera, tutte molto belle e significative. Ora Salò rappresenta un’altra bella sfida per me: mi trovo in un posto bellissimo e con una società seria alle spalle. Mi sono subito trovato bene con il presidente che dimostra di essere prima di tutto una grande persona e al tempo stesso anche un uomo molto ambizioso, che ha voglia di vincere. Noi tutti ci auguriamo di poterci togliere grandi soddisfazioni e di affrontare nel migliore dei modi anche questa nuova avventura».

Hai aderito da tempo al Passaporto ematico: cosa ti senti di dire a riguardo?

«Ho aderito al Passaporto ematico con grande piacere e con grande convinzione perché reputo questa iniziativa di vitale importanza sotto tanti punti di vista: primo fra tutti, quello della salute. Mi sento di vivere questa mia adesione come una sorta di rivoluzione, che aiuterà a prevenire e, di conseguenza, a curare le tante patologie ematologiche».

Come giudichi l’operato delle istituzioni sportive in Italia?

«L’Italia è un Paese che deve crescere molto sotto tanti aspetti. E in ambito prettamente sportivo, le istituzioni devono assumere una mentalità vincente per mettersi al passo con le altre realtà europee. Il mio augurio è che cambino tante cose al più presto».

La tua esperienza a Nocera Inferiore.

«Quando penso alla città di Nocera, mi torna sempre il sorriso. Ho tanti momenti belli che potrei raccontare, ma in generale posso dire che la ricordo sempre con grande affetto. Ho trascorso un anno importante dal punto di vista umano e professionale: ho avuto la fortuna di conoscere bellissime persone che mi hanno aiutato a crescere e di questo non posso che esserne felice».

Il sogno nel cassetto di Domenico Toscano.

«Il mio sogno nel cassetto è quello di realizzarmi nel mio lavoro, e soprattutto farlo a grandi livelli. Ho girato diverse piazze, ho conosciuto tantissime persone, che porterò sempre con me perché tutte le esperienze fatte lasciano sempre qualcosa di positivo. Ora credo che sia arrivato il momento di raccogliere i frutti di tali esperienze, lavorando duramente e costantemente come ho sempre fatto, senza mai perdere di vista il punto dal quale sono partito».

Intervista a cura di Giovanni Calenda

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