Intervista al dr. Giuseppe Capua, medico sportivo e Presidente della Commissione Antidoping del Ministero della salute

CAPUA

1) Il Passaporto ematico promosso dalla Fondazione Polito ritiene, quale medico dello sport, che possa costituire strumento utile per salvare tante vite?

” Il passaporto ematico e quello endocrinologico sono la nuova frontiera, perché servono a migliorare tutta la qualità dei controlli e a gestire soprattutto l’andamento degli atleti giovani.”

2) Controllando il sangue si hanno maggiori garanzie?

” Sul sangue si controllano alcune cose, sulle urine altre, in ogni caso è un avanzamento della scienza.”

3)  Lei è stato capo dell’antidoping per anni. Ci può raccontare come funzionano i controlli per i calciatori?

” Nel calcio i controlli sono molto accurati e molto particolari: si fanno i sorteggi in vario modo e due calciatori per ogni squadra. Quindi quattro a partita vengono controllati in Serie A e così in Serie B; per le altre categorie vengono fatti dei controlli random (a campione) e comunque c’è  grande attenzione e grande rispetto di tutte le procedure.”

4)  I controlli a sorpresa durante gli allenamenti settimanali non si effettuano più?

” I controlli a sorpresa e fuori competizione sono a cura del CONI e vengono regolarmente ancora fatti nel calcio e in tutti gli sport senza alcun problema: la titolare agenzia è la Coni Nado oggi Nado Italia che si occupa del controllo di tutti gli sport insieme al Ministero della Salute la cui commissione è presieduta da me.”

5) Come si spiegano, secondo lei, le tante, premature morti di calciatori dopo essersi ritirati?

“Il problema dei calciatori che sono morti dopo la carriera è un problema che riguarda tanti tipi di patologie: credo che il doping c’entri molto poco, probabilmente sono coinvolte altre terapie che hanno utilizzato in tempi passati, e che non sono più utilizzate; quindi non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, perché purtroppo le morti di alcuni calciatori hanno motivazioni diverse.”

6)  Che cos’è cambiato dopo la denuncia di Zeman secondo la quale “il calcio deve uscire dalle farmacie”?

” L’allarme che lanciò Zeman fu determinante per dare una scossa al mondo dell’antidoping: io personalmente fui chiamato proprio in quella occasione per presiedere la commissione federale del calcio, nella quale fu cambiata la gestione del laboratorio dell’Acqua Acetosa e sostanzialmente venne cambiato tutto il progetto, per salvaguardare il mondo dello sport.”

7) In passato per curare la pubalgia usavano ogni giorno i raggi X che, da notizie raccolte su internet, pare possono portare effetti collaterali gravi.

“Purtroppo un calciatore, in particolare Beatrice della Fiorentina, fu curato con i raggi-x che sono radiazioni ionizzanti che si usano per fare terapie e per fare le radiografie. Ovviamente si trattava di una terapia nociva che non è più utilizzata da tanti anni, in quanto le fisioterapie attuali sono tutte estremamente sicure e garantite.”

8) Il suo consiglio per prevenire i danni alla salute degli sportivi a partire dai sei anni?

” Il consiglio è sempre quello di salvaguardare la salute al di là dei risultati, come principio base: il mondo dello sport e la medicina dello sport hanno fatto dei progressi enormi, sia per quanto riguarda le prospettive dei giovani atleti sia per quanto riguarda l’antidoping, per cui oggi bisogna conoscere tutto quello che viene somministrato, sia farmaci sia integratori. In ogni caso la cultura e l’informazione specifica è migliorata tantissimo, e io penso che bisogna avere fiducia.”

Intervista a cura di Gerardo Guariglia

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