Stefano Colantuono alla Fondazione Fioravante Polito: “La prevenzione al primo posto”

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Una autorevole presenza di uomo di sport  ha allietato in questo caldo luglio 2018 la sede della Fondazione Fioravante Polito: l’allenatore della Salernitana, Stefano Colantuono.

Ne è nata una piacevole e cordiale conversazione, in particolare sul tema della prevenzione e nel ricordo di Andrea Fortunato. Ne riportiamo di seguito il testo, unitamente alle foto dell’incontro.

Partiamo dal ricordo di Andrea Fortunato che tu conoscevi bene perché mentre giocavi con la prima squadra del Como e lui era tesserato con le giovanili. 

“Andrea faceva le giovanili, e spesso e volentieri, siccome abitava piuttosto lontano dal centro sportivo di Orsenigo, doveva utilizzare i mezzi pubblici di trasporto. Poiché io mi recavo in auto agli allenamenti, quando   lo vedevo  fermo ad aspettare l’autobus gli davo un passaggio. Tra me e lui si era creato un rapporto di amicizia e simpatia.”

Sei stato uno dei primi ad aderire all’iniziativa del Passaporto Ematico, lanciando anche tanti appelli al mondo del calcio.

“La ritengo una iniziativa importante, e sarebbe bene rendere obbligatorio per legge gli esami ematici perché almeno si riesce a prevenire. E’ un percorso giusto da effettuare, ma voi che sostenete con passione questa iniziativa sapete che in questi casi la macchina burocratica è sempre molto lenta a mettersi in moto. Però è  importante che andiate avanti per la vostra strada ed io ci sarò sempre per voi.”

L’ultimo decesso eccellente nel mondo calcistico è stato quello di Davide Astori: che impressione ha fatto a Stefano Colantuono uomo di sport?

“Pensi di tutto e di più. Sono tragedie che ti colpiscono e lasciano il segno perché  non te lo aspetti mai per un ragazzo super allenato e controllato. Purtroppo queste cose sono dietro l’angolo, e quando colpiscono uno sportivo fanno ancora più clamore, ma magari di casi come questi ne succedono tantissimi tutti i giorni e non vengono fuori perché hanno meno risalto mediatico. E’ stata una tragedia in generale, anche perché oltre alla persona abbiamo perso un ragazzo squisito e leale. Io non l’ho mai allenato. Ho avuto il piacere di incontrarlo da avversario, ed era veramente una persona perbene.”

Avendo allenato il Torino, è vero che i colori granata trasmettono quel ricordo indelebile del “Grande Torino”?

“Ho avuto il piacere di partecipare alla manifestazione che ogni anno si fa a Superga per commemorare i morti di quella sciagura aerea. E’ uno degli eventi più toccanti al quale abbia mai partecipato.”

Il tuo ricordo più bello della carriera di allenatore?

“Di ricordi ne ho tanti, anche perché mi appresto ad iniziare il diciannovesimo anno in panchina. Andarne a tirare fuori qualcuno mi rimane difficile, anche perché non sono un tipo che ama guardare indietro.  Adesso sono concentrato su quel che dovrà essere questa avventura a Salerno in un anno molto importante perché festeggeremo il centenario. Ci tengo molto a fare bene, perché Salerno è una piazza speciale. Quest’anno cercheremo di fare un campionato che possa regalare ai tifosi qualche soddisfazione in più rispetto a quelle degli anni passati.”

Oggi sei a Castellabate, graditissimo ospite presso la nostra fondazione. Sei in vacanza nel Cilento. Come vedi il paese di “Benvenuti al Sud”?

“Ci tenevo a visitare questa parte di costa perché la conoscevo meno di altre in Italia. Ho trovato dei posti veramente fantastici.”

Grazie mille Stefano, speriamo di rivederci qui l’anno prossimo, magari con la Salernitana in Serie A.

“Speriamo, così faremo una bella festa.”

Davide Polito

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